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FOTOVOLANDO è un’appendice di Citernafotografia e nasce da un gruppo di amici che hanno inteso dare uno sguardo attraverso un taglio diverso alla kermesse della foto, creando una sinergia...


Proclamati i vincitori delle letture portfolio da Umbria, Emilia Romagna e Abruzzo  Sono stati proclamati i vincitori delle letture portfolio per il 2013: per il Premio Portfolio Italia 2013...


TURCHIA E ALTA VALLE DEL TEVERE A CITERNAFOTOGRAFIA Si rafforza la presenza della Turchia a CiternaFotografia 2013. E’ stato confermato infatti un importante incontro di taglio economico domenica...


Informiamo i visitatori di Citerna Fotografia che in via Garibaldi,a lato del  Palazzo comunale,nei giorni 27-28 aprile, sarà presente un Bookshop a cura di HF Distribuzione libri di fotografia...


ORARIO APERTURA  MOSTRE E INFO POINT Dal lunedi  a Venerdi :       Mattino: 10.00 - 13.00       Pomeriggio: 16.00 - 19.00 Da sabato alla...


Le Mostre - 2011

Silvia Amodio

Volti positivi
Sudafrica, un viaggio per ripensare l’Aids
"Ho scelto di lavorare in Sudafrica dove c!è la più alta percentuale di morti a causa del virus dell'HIV, mille al giorno. È stata la scrittrice sudafricana, Sindiwe Magona, che mi ha spinto ad occuparmi di questo problema. Ho lavorato un mese e mezzo a Città del Capo nei sobborghi/dormitorio, cercando, per quanto possibile ad una donna bianca, di entrare nelle comunità in punta di piedi per ascoltare le persone e le loro storie. Inizialmente è stato difficile perché non avevo appoggi che mi facilitassero il lavoro e non volevo filtri o contatti ufficiali che potessero in qualche modo mantenere le distanze dalla gente. Ben presto mi sono resa conto del ruolo fondamentale delle chiese per le persone sieropositive nelle township ed è proprio intorno alle chiese che ho svolto molto del mio lavoro. Pian piano ho conquistato la fiducia delle persone e raccolto molte testimonianze, alcune delle quali particolarmente toccanti. Ho improvvisato, di volta in volta, un set fotografico molto rudimentale ma che ha funzionato alla perfezione: portavo con me un semplice telo bianco che all'occorrenza attaccavo sul muro di una chiesa o di una baracca con del nastro adesivo. In questo modo i soggetti sono stati simbolicamente estrapolati dal loro contesto di miseria e ricollocati in una dimensione che potesse esaltarne tutta la loro forza e dignità. Volevo riservare loro tutta l'attenzione che si riserva a una persona quando la si ritrae in maniera “ufficiale” in un'occasione importante. Ho cercato di rispettare la realtà e di non mostrare solo le persone colpite dall'infezione: alcune sono sieropositive, altre no, altre ancora non sanno di esserlo."
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